Deep-Sky Object (D.S.O.)

In astronomia amatoriale si usa il termine “oggetto del cielo profondo” (deep-sky object in inglese) per indicare tutti quegli oggetti osservabili nel cielo notturno che non siano né stelle né oggetti del nostro sistema solare come pianeti, asteroidi e comete.

La prima classificazione di questi oggetti astronomici non stellari ebbe inizio con l’invenzione del telescopio e il primo catalogo fu pubblicato da Charles Messier nel 1774 in cui aveva identificato 103 oggetti da lui chiamati nebuale. Con il miglioramento degli strumenti di osservazione si arrivò presto a definire con maggiore precisione la natura degli oggetti in termini di ammassi, di galassie e di nubi interstellari.

Oggi abbiamo diversi cataloghi che ci consentono di identificare le meraviglie osservabili nel cielo notturno:

M - Il catalogo di Messier, creato nel 1774, elenca 110 oggetti del profondo cielo visibili dall'emisfero boreale, quello a cui aveva accesso Charles Messier dalla Francia. Gli oggetti sono riportati nel catalogo con la lettera M seguita da un numero.

NGC - Il New General Catalogue è stato redatto alla fine dell'Ottocento e contiene oltre 7.800 oggetti.

IC- Sono due gli Index Catalogue che classificano all'incirca altri 5.000 oggetti in aggiunta a quelli elencati dal NGC.

C - Il Catalogo Caldwell contiene altri 109 oggetti di varia natura osservabili dall'emisfero australe.

Glossario di Astronomia

Unità astronomica
L'unità astronomica corrisponde a crica 150 milioni di chilometri. Questa costante di lunghezza, che deriva dal valore della distanza media tra il pianeta Terra e il Sole, viene impiegata in astronomia per misurare le distanze all'interno del sistema solare.


Anno luce
L'anno luce è l'unità di misura usata in astronomia per esprimere le distanze fra gli oggetti celesti posti al di fuori del sistema solare. E' la distanza che la luce percorre, nel vuoto, nell'intervallo di un anno.

La velocità della luce è pari a 299.792,458 chilometri al secondo.

Un anno luce è pari a 9.460.730.472.578 chilometri.

Un parsec è pari a 3,26 anni luce.

Alcuni esmepi di distanze nell'universo:

La luce impiega 1,28 secondi per coprire la distanza tra la Terra e la Luna;

La luce impiega 8,20 secondi per coprire la distanza tra il Sole e la Terra;

La luce impiega 5,4 ore per coprire la distanza tra la Terra e Plutone;

La luce impiega 4,23 anni luce per coprire la distanza tra la Terra e Proxima Centauri, la stella a noi più vicina;

La luce impiega 100.000 anni luce per percorrere il diametro della Via Lattea, la nostra galassia;

La luce impiega 2,5 milioni di anni luce per coprire la distanza tra la Terra e la galassia di Andromeda.

Mezzo Interstellare
In astronomia, il mezzo interstellare è il materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle all'interno di una galassia. Il mezzo interstellare galattico è colmato da energia sotto forma di radiazione elettromagnetica.

Nebulosa

Una nebulosa, è una nube interstellare in cui si accumulano i gas e le polveri presenti all'interno di una galassia. Normalmente circa il 70% della massa delle nubi interstellari è composto da idrogeno, mentre la restante percentuale è in prevalenza elio con tracce di elementi più pesanti, detti metalli, quali calcio e composti inorganici, come acqua, monossido di carbonio, acido solfidrico, ammoniaca e acido cianidrico. La maggior parte delle nebulose è diffusa e ciò significa che sono molto estese e che non hanno dei confini ben definiti.

Nebulose diffuse
La maggior parte delle nebulose è diffusa e ciò significa che sono molto estese e che non hanno dei confini ben definiti, nella luce visibile queste nebulose possono essere suddivise in:

Nebulosa a emissione; la luminosità proviene dagli gas della nebulosa che vengono ionizzati dai fotoni ad alta energia emessi da una vicina stella calda.

Nebulosa a riflessione; la luminosità proviene dalla riflessione che i gas e le polveri della nebulosa compiono sulla luce emessa delle stelle vicine, non calde a sufficienza da causare la ionizzazione del gas della nebulosa.

Nebulosa planetaria; sono nebulose che si formano dal gas espulso dalle stelle a bassa massa quando si trasformano in nane bianche. Queste nebulose sono a emissione con radiazione spettrale simile a quella trovata nelle regioni di formazione stellare. sono più dense e più compatte delle nebulose a emissione.

Nebulosa protoplanetaria; queste nebulose emettono una forte radiazione infrarossa e costituiscono un tipo particolare di nebulosa a riflessione. Si tratta della penultima fase evolutiva ad alta luminosità nel ciclo vitale delle stelle di massa intermedia.

Resto di supernova; è un tipo speciale di nebulosa diffusa costituita dai gas che si espandono dall'esplosioni di una supernova, ossia l'esplosione dovuta al collasso di una stella di grande massa giunta lla fine della sua vita.

Nebulose molecolari e nebulose oscure
Le nebulose molecolari e le nebulose oscure sono tra gli oggetti più freddi dell’universo con temperature interne prossime alo zero assoluto, dell'ordine di circa 10° Kelvin che corrispondono a -263° Celsius. Sono grandi nubi interstellari che oltre a contenere gas come l'idrogeno (in media il 70%) e l'elio, contengono anche una piccola frazione di polveri, all’incirca l’1% della massa della nube, responsabile dell'assorbimento della luce (specialmente nella parte blu dello spettro) e quindi del loro aspetto. Queste nebulose si appaiono quindi come delle nuvole nere che si possono osservare se oscurano un’oggetto luminoso retrostante come una stella, una nebulosa a emissione o una nebulosa a riflessione, è questo il caso della Nebulosa Testa di Cavallo che si sovrappone al chiarore di IC 434.

Nubi molecolari
Alla luce delle attuali conoscenze, gli unici luoghi in cui avviene la formazione di nuove stelle nell'Universo sono le nubi molecolari. Si ipotizza quindi che le nubi molecolari, in quanto luogo di nascita delle stelle, facciano parte del ciclo del mezzo interstellare, secondo cui i gas e le polveri passano dalle nubi alle stelle e, al termine dell'esistenza di queste ultime, tornino a far parte delle nubi, costituendo la materia prima per una nuova generazione di stelle.

Una stella è fondamentalmente una sfera di plasma costituito per la gran parte da idrogeno, dalla cui fusione l'astro ricava l'energia necessaria per contrastare l'altrimenti inevitabile collasso gravitazionale della grande massa di materia che lo compone. Condizione necessaria dunque perché una stella possa formarsi è una fonte di idrogeno presente nel mezzo interstellare, ossia il materiale rarefatto costituito da gas e polveri che si trova all’interno di una galassia.

Il mezzo interstellare è inizialmente rarefatto, con una densità compresa tra 0,1 e 1 particella per cm3 e normalmente circa il 70% della sua massa è composto da idrogeno neutro monoatomico, mentre la restante percentuale è in prevalenza elio con tracce di elementi più pesanti, detti, in gergo astronomico, metalli. La dispersione di energia si traduce in un'emissione di radiazione nell'infrarosso e dunque in un raffreddamento del mezzo interstellare fa sì che la materia si addensi in nubi distinte. Man mano che il raffreddamento prosegue, le nubi divengono sempre più dense. Quando la densità raggiunge le 1000 particelle al cm3, la nube diviene opaca alla radiazione ultravioletta galattica; tali condizioni permettono agli atomi di idrogeno di combinarsi in molecole biatomiche, tramite meccanismi che vedono coinvolte le polveri in qualità di catalizzatori. La nube diviene ora una nube molecolare che può contenere al suo interno anche complesse molecole organiche, come amminoacidi ed idrocarburi, che si formano in seguito a reazioni chimiche tra alcuni elementi (oltre all'idrogeno, carbonio, ossigeno, azoto e zolfo) che si verificano grazie all'apporto energetico fornito dai processi di formazione stellare che avvengono all'interno delle nubi.

Nubi molecolari giganti
Le più grandi nebulose oscure, le cosiddette nubi molecolari giganti, hanno una massa di circa un milione di volte quella del Sole. Contengono molta della massa del mezzo interstellare, sono larghe circa 150 anni luce, hanno una densità media da 100 a 300 molecole per centimetro cubo. Spesso hanno forme molto irregolari, senza confini esterni definiti, e con molti filamenti. Le più grandi nebulose oscure sono visibili ad occhio nudo, appaiono come macchie scure sul più brillante sfondo della Via Lattea.

Piccole nubi molecolari o globuli di Bok
Piccoli aggregati isolati di gas molecolare e polveri molto simili ai nuclei delle nubi molecolari giganti prendono il nome di globuli di Bok, che si possono formare indipendentemente o in associazione al collasso di nubi molecolari più vaste. Oltre la metà dei globuli di Bok noti contengono al loro interno almeno un oggetto stellare giovane.

Un tipico globulo di Bok ha una massa di poche centinaia di masse solari ed un diametro di un anno luce circa. I globuli di Bok finiscono in genere per produrre stelle doppie o multiple.

Nebulose oscure
Qualora la quantità di polveri all'interno della nube sia tale da bloccare la radiazione luminosa visibile proveniente dalle regioni retrostanti, essa appare nel cielo come una nebulosa oscura.